Varie
Posted on 06/02/2007 at 22:51 by Alberto Terrile / 8 Comments

Foto: © Alberto Terrile 2007
IO CHE VIVO IN CITTA PT3
………a concludere la scena campestre s’apre ed appaiono i piccoli…………
Perchè instabile è la convivenza con le persone care e la vita corre a mò di ruota,fratelli e madre e padre e amici e altro non sono che gente incontrata per la via.
(Mahabharata, poema epico indiano II -III sec dc)
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8 Comments
maudite
Ci sono cose che la vita insegna: la tranquillità, il rispetto, il profumo delle nuvole, la pienezza del cielo azzurro.
Altre, invece, che l’umana natura, estremizzata, seppelisce sotto tumuli di nulla. E sono tutto ciò che soffoca l’anima e spegne lo sguardo.
Grazie a Dio ci sono occhi che non smetteranno mai di guardare, di vedere, di respirare ciò che è realmente la vita. Di vivere ciò che insegna.
Tu rimani uno di questi. Con l’animo scevro di compromessi….
=)
contrabbubis
…si, giusto il profumo “delle nuvole”…perchè questa non mi sembra una delle storie più profumate…
albertoterrile
Pour Contrabbubbis……
Confesso che non sentii il classico “lezzo” del maiale….vero è anche che quando parto per la tangente per mie foto non avverto dolore,caldo,freddo giacchè tutto è proteso e incanalato nel VISIVO………
La creatività come antidolorifico e come elemento per scandagliare l’inconscio l’ho scoperta ben prima che i media cominciassero a parlare di ARTETERAPIA…..
….quando tutto il tuo sentire si concentra sul senso della vista evidentemente c’è una deprivazione sensoriale ad altri livelli…..come il cieco che sente minimi rumori etc
willa
La fotografia, è un modo di percepire la vita… io, che fotografo da sempre, che ho iniziato con la vecchia Agfa fuoco fisso del nonno e solo in bianco e nero per 10 anni, che il babbo mi ha permesso il colore solo dopo che ha giudicato che “sapevo” fotografare senza il condizionamento dei colori, ne ho fatto una gioia…. la gioia, del particolare, di sfuocare anche a occhio nudo tutto il resto per “vedere” con l’occhio fotografico “quella cosa, quella luce, quell’energia”….
Mi ha aiutato, nella vita, a concentrarmi sui problemi, uno alla volta, un pezzo alla volta, a “focalizzare”, a “mettere a fuoco”… a cercare….
La gioia, dopo tanto tempo, di rivedere le emozioni attraverso le foto…… :-)
Eppure, per circa 5 anni mi sono fermata, perché avevo scoperto che tutto ciò che avevo fotografato non esisteva più…. fu terribile, come se mi avessero tolto “uno dei miei sensi”…. meno male è passata!
Un bacio, Will
willa
ps: il mio post di oggi, è dedicato a te :-)
albertoterrile
Escludendo Respiromare (un blog ad alto tasso acquatico) che in genere mi legge, chiesi a Willa perchè le donne in genere adorano il mare?
E’ un elemento ricorrente, uno dei loro luoghi prediletti,delle loro immagini, mentre io sono così legato a vette,al frusciare dei castagneti….al vento che muove l’acacia,
desideravo sapere……perchè sono curioso, perchè poche sono le donne incontrate che preferiscono volgere lo sguardo verso i monti……
willa
Perché le donne hanno un ventre di acqua dove gli uomini nascono… è un modo di amare, di lasciarsi andare…
E comunque, ci sono tanti uomini che non potrebbero vivere lontano dal mare :-)
Come invece, conosco donne che tra passeggiate, scalate e bike del mare non sanno cosa farsene, e la montagna è la loro unica méta :-)
Besos, Will
gioeco
L’acqua per un uomo….
Non ne vogliamo parlare.
Sarò provocatorio…
Le donne amano il mare perchè le fa abbronzare…..
In verità Giòeco sostiene la tesi
che le donne, non tutte le donne, una stretta maggioranza di donne, del mare ama la sua dolcezza.
La dolcezza che traspare da quelle lente carezze regalate alla riva dalle acque.
Quando una volta il mio mare era/sembrava pulito me ne restavo mezz’ore intere a respirare la salsedine restando seduto fra Terra ed acqua e tutto mi appariva diverso, nucleo di un centro, il mio baricentro che poi ho riscoperto nei libri di Alessandro Baricco.
Mi ricordo ancora d’aver letto il suo Novecento sul pendolino Milano Roma dopo il mio primo incontro con una persona “comune”.
E’ ancora emozione, perdura, anche se a Milano per colpa del freddo ho fatto una “fighiur”.
Cordialmente
Giovanni