Eventi, Fotografia di Scena, Mostre, Riflessioni fotografiche, Riposizionare Fotografia
The Ear is the Eye of the Soul
L’orecchio è l’occhio dell’anima
Venezia- Biennale
1)
The Ear is the Eye of the Soul propone una riflessione sull’eredità spirituale, musicale ed ecologica della figura mistica di Ildegarda di Bingen.
Un’esperienza immersiva che si muove su due fulcri le installazioni sonore e le narrazioni botaniche del Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, insieme allo Scriptorium contemporaneo del Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, concepito come archivio vivente e spazio di riflessione.
L’opera intreccia architetture monastiche, poesie, saggi e spartiti visivi, accogliendo i contributi di artisti e pensatori di rilievo internazionale, tra cui Soundwalk Collective, Brian Eno, Patti Smith, Alexander Kluge, Tatiana Bilbao e Donna Haraway
2)
Da quando ho iniziato a fotografare viaggio con i miei “private soundtrack”.
Queste compilazioni sono state cassette audio, poi cd che registravo ascoltandoli su su lettori portatili, playlist sull’ ipod e via discorrendo.
È stato quindi perfetto e intenso il momento in cui ho realizzato il reportage de The Ear is the Eye of the Soul del quale mostro una breve selezione.
Ho lavorato molto in tal senso (fotografare installazioni e altro per libri e cataloghi) ma gli ordinanti erano quasi sempre stranieri (Pro Helvetia)
Queste immagini mostrano l’interazione con l’ambiente e le persone, il senso di pace che permeava la visita.
Ho incontrato “gentilezza”, stupore per grandi e piccini e un senso di grande rispetto collettivo.
Alexander Kluge, Bhanu Kapil, Brian Eno, Carminho, Caterina Barbieri, Devontè Hynes, FKA Twigs, Holly Herndon & Mat Dryhurst, Ilda David’, Jim Jarmusch, Kali Malone, Kazu Makino, Laraaji, Meredith Monk, Monache benedettine dell’Abbazia di Santa Ildegarda, Moor Mother, Otobong Nkanga, Patti Smith, Precious Okoyomon, Raúl Zurita, Soundwalk Collective, Suzanne Ciani, Tatiana Bilbao Estudio, MAIO Architects & DOGMA, Terry Riley.
Al lavoro: prima di tutto guardo lo spazio e la gente, poi rapido e quasi non visto realizzo le immagini che possano raccontare/documentare.


























Leave a reply