mitografia del quotidiano, Riflessioni fotografiche, Riposizionare Fotografia
NEL FRATTEMPO
NEL FRATTEMPO
Amo la mattina, il risveglio.
Guardo il mio geranio in fiore e penso che…
…tutto “prende il LA” col focheggiare le proiezioni mentali, visive e sensoriali della notte con quelle diurne.
Nel frattempo …
…l’intestino dolcemente si svuota.
Avverto distintamente le altrui malignità imboccare il giusto sentiero.
Non posso non far seguire questo brano di Ermanno Olmi
Iniziai la lavorazione del film Un certo giorno. Le riprese si svolsero per alcune settimane in una agenzia di pubblicità. Il soggetto trattava di un gruppo di “creativi” che elaborano la campagna di lancio di un nuovo prodotto. Girammo rigorosamente dal vero e anche gli attori erano dei pubblicitari. Una troupe cinematografica è sempre ingombrante, e allora lavoravamo dopo i loro orari di lavoro e soprattutto di notte. La lunga frequentazione portò alla cordialità e alla confidenza. Per il comprensibile affollamento e il frequente uso dei servizi igienici, una sera trovammo esposto e bene in vista sulla parete del gabinetto questo avviso: “La scienza moderna e la tecnologia più avanzata ci hanno dato un insuperabile strumento di promozione civile e di riscatto dalle barbarie: lo spazzolino da cesso. Questo strumento rivoluzionario è stato concepito per rimuovere meccanicamente i residui organici che, terminata la funzione fisiologica, restano abbarbicati pervicacemente alla coppa nonostante l’intervento idrocatartico dello sciacquone. Detto strumento si impugna con la mano preferita e se ne introduce l’estremità inferiore – riconoscibile per la forma a pennello – all’interno della coppa. Quindi, individuate le tracce da obliterare, si procede a soffregarle con movimenti lasciati alla creatività dell’operatore. I risultati sono assicurati e talvolta sorprendenti”. Trovai quella raccomandazione un opportuno insegnamento scritto con elegante ironia, tanto che ne trascrissi il testo che ancora conservo appeso nel bagno di servizio per gli ospiti di passaggio. L’ignoto autore merita la nostra stima e quella di Tito Flavio Vespasiano, imperatore romano (9-79 d.C.), che fra le grandi imprese di guerra e l’amministrazione dell’Impero non trascurò di considerare le piccole necessità quotidiane dei suoi concittadini. La sua fama durò per 2000 anni finché, sul finire del nostro secolo ventesimo, non sparì dalle città quel tratto di civiltà che erano gli orinatoi pubblici, a cui venne dato, appunto, il nome di “vespasiani”.
Ermanno Olmi da : L’Apocalisse è un lieto fine






Leave a reply