A mia Madre, Amore, mitografia del quotidiano, Riflessioni fotografiche, Riposizionare Fotografia
UNA FINESTRA SUL MONDO : SISTEMA VISIVO MEMORIA E FOTOGRAFIA
“Non dire niente, chiudere gli occhi, lasciare che il particolare risalga da solo alla coscienza affettiva” Roland Barthes
Come mia abitudine ora vi racconto UNA STORIA VERA.
I miei nonni materni si frequentavano giovanissimi.
Mia nonna Elvezia era una ragioniera, mio nonno “Sandrino”un rappresentante di caramelle.
Lungo un fiume venne concepita mia madre e in fretta ” si sposarono”.
Arrivò poi una sorellina, Mariagrazia, la zia Ellade.
Mio nonno finì a lavorare a Addis Abeba per la “fontana vetri”, sempre come rappresentante.
C’è la foto tessera che la mostra con mia nonna x compiere il lungo viaggio, un mese per raggiunger l’africa .
Gli inglesi lo fecero prigioniero e mia nonna e mia madre finirono in un campo di concentramento anche loro.
Mariagrazia era troppo piccola e venne lasciata a degli zii nel colle degli Ulivi.
Quando dopo parecchi anni mia nonna e mio nonno fecero, assieme a mia madre ritorno in italia vennero alloggiati in una carbonaia.
Mia zia non riconosceva sua madre come tale, mia mamma cercava di conoscere sua sorella ( amatissima, questo lo posso testimoniare) perchè erano state separate.
La scelta dell’Africa per stare vicina a mio nonno fu una scelta che condizionerà ” a caduta” molte persone.
Da sempre lavoro sulla memoria e sulle radici… da sempre!
Ps Mia madre ha continuato a scrivere e talvolta a telefonare a sua sorella “che non c’era” più.
Credo che anche questo possa in qualche modo fare capire a chi mi legge/ascolta e guarda le mie fotografie perchè “sono fatto così”
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